I Capperi di Pantelleria: il tesoro DOP dell'isola nell'isola

C'è un'isola dentro la Sicilia. Si chiama Pantelleria, e su quelle rocce vulcaniche battute dal vento africano cresce una delle eccellenze gastronomiche più rare del Mediterraneo: il cappero. Non un cappero qualsiasi. Il Cappero di Pantelleria IGP, riconosciuto dall'Unione Europea come prodotto a Indicazione Geografica Protetta, è il risultato di secoli di agricoltura eroica su terreni che sembrano impossibili da coltivare. Eppure proprio lì, in quelle condizioni estreme, il cappero sviluppa un profumo intenso, una sapidità unica e una consistenza che non ha eguali al mondo. Come si raccoglie il cappero di Pantelleria La raccolta avviene a mano, uno ad uno, tra maggio e settembre. I coltivatori scendono all'alba sulle terrazze di pietra lavica per raccogliere i boccioli prima che fioriscano. Un lavoro lento, manuale, impossibile da industrializzare. Ed è per questo che ogni vasetto porta con sé il peso di una tradizione irripetibile. Sotto sale, non sott'aceto Il cappero di Pantelleria si conserva tradizionalmente sotto sale marino, non sott'aceto. Questa tecnica esalta il profumo naturale del bocciolo invece di coprirlo. Prima di usarli, basta sciacquarli brevemente sotto acqua fredda. Il risultato è un sapore pieno, rotondo, autentico. Come usarli in cucina I capperi di Pantelleria sono un ingrediente versatile e trasformante: Nella pasta alla siciliana con tonno e pomodorini Nella caponata di melanzane, dove bilanciano l'agrodolce Sulle bruschette con ricotta e origano Nel pesto di capperi e pistacchi Su una fetta di pane tostato con olio EVO Perché scegliere i capperi Tastetobe In Tastetobe selezioniamo i capperi direttamente da Kazzen, produttore storico di Pantelleria che lavora nel rispetto delle tradizioni dell'isola. Ogni lotto è tracciabile, ogni vasetto racconta la storia di quella terra vulcanica e di chi la lavora con dedizione.


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